Ma quanti di noi appassionati ed amanti della Fiat500 conoscono la vera storia di questo mito italiano nato negli anni '50?
Tutto inizia nel lontano 1957 anno in cui la casa automobilistica italiana più conosciuta dell'epoca presenta alla popolazione una nuova mini auto, dal carattere spartano ma originale per l'epoca, che poteva essere acquistata anche da coloro che non avevano grosse disponibilità economiche. E forse anche proprio per questo motivo la nostra mitica Fiat500 inizia poco a poco a farsi strada in lungo ed in largo in tutta la penisola e non solo …
Il primo modello chiamato “Nuova 500” arrivò inizialmente per coprire il settore di mercato a cui si rivolgeva la Topolino, ma purtroppo a causa delle sua caratteristica semplicità non ebbe subito il successo aspettato e quindi nell'arco di poco tempo la casa costruttrice decise di lanciare un nuovo e rivisto modello “Lusso” che si presentava molto più curato nei dettagli ed arricchito di accessori. Ecco alcune immagini che raccontano la nascita della 500 fino ai giorni nostri …
Fiat 500 Topolino
Fiat 500 primi anni'50
Prototipo Modello definitivo in legno

Nuova 500 1957-60

Nuova 500 Sport 1958-60
Fiat 500 D 1960-65
Fiat 500 F 1965-72
Fiat 500 L 1968-72
Fiat 500 R 1972-75
Fiat 500 by Giannini
FIAT 500 2000
Fiat 500 2007
Ed è proprio grazie alla vasta gamma di modelli proposti che la Fiat 500 trova un largo successo tanto da diventare l'auto del popolo ed entrare a far parte della vita quotidiana degli italiani. Ma nonostante il passare degli anni, tuttora dimostra come è riuscita a mantenere la propria popolarità costante nel tempo sebbene il mondo dell'automobile abbia sorpassato questo genere di auto già da molti anni.
Il primo modello della famiglia 500.
La Fiat 500 N detta anche economica/trasformabile venne presentata ufficialmente nel Luglio 1957. Era caratterizzata da finiture molto semplici sia esteriori che interiori, destinata al trasporto di due persone più il bagaglio e costava 490.000 lire. Il suo lancio non fu affatto un successo in quanto il prezzo risultò essere eccessivo rispetto alla abitabilità limitata e alla semplicità delle finiture. La motivazione data dal progettista riguardo questo modello di auto è stata la razionalità e l'economia, il suo motto infatti era quello di non sprecare niente. Ed ecco che per questo le ruote non avevano coppe ma solo bulloni a vista, erano verniciate di giallo crema, i fari erano incassati senza cornice e la carrozzeria non presentava alcun profilo di abbellimento.

Ecco perché, nonostante il prezzo non elevatissimo, la Nuova 500 presentava grosse mancanze di allestimento e finitura; verniciatura e saldatura non erano perfette, mancavano i tergicristalli, il portacenere e cosa da non sottovalutare i cristalli discendenti (le uniche aperture erano i deflettori laterali) e il tetto. Proprio il tetto venne successivamente modificato, infatti venne creato un tetto completamente di tela che comprendeva anche il lunotto in plastica trasparente. Tale soluzione prese il nome di “trasformabile”. A seguito del scarso successo ottenuto da questo primo lancio, tre mesi dopo venne proposta al pubblico una versione leggermente migliorata che venne chiamata “Normale”.

Vennero presentati in realtà due versioni della Nuova500: la 500 Economica che presentava alcune modifiche all'interno e un lieve aumento di potenza del motore e la 500 Normale che allo stesso prezzo dell'economica presentava alcune migliorie anche all'esterno ma l'aggiunta più importante era proprio quella dei cristalli abbassabili oltre alle coppe lucide coprimozzo alle ruote, i profili in alluminio, le cornici cromate ai fari e il devioluci allo sterzo. Successivamente nel corso del 1958 venne modificato il colore del materiale plastico: tachimetro, volante e pomello del cambio divennero bianco/grigio. Il pulsante del clacson divenne nero.

Per entrambe le versioni il motore venne potenziato di 2CV e venne anche potenziato il sistema di riscaldamento ottenuto attraverso una modifica del prelievo dell'aria calda. Queste piccole modifiche al motore consentirono una migliore prestazione alla piccola 500 che riuscì a raggiungere i 90km/h oltre ad un aumento della ripresa.

FIAT500 Sport

Come ricorderete eravamo rimasti al 1957 quando la “Nuova 500 Normale” venne introdotta nel mercato italiano. Nonostante l'intensa azione pubblicitaria effettuata fino a quel momento, nel 1958 venne introdotta una versione sportiva della 500 già presente nel mercato. Questa azione doveva secondo la casa madre dare rilancio sia all'auto che all'azienda stessa. Effettivamente questa decisione non fu sbagliata perché la Sport partecipò con onore a molte competizioni aiutando quindi la crescita della FIAT.

Come si può facilmente intuire la caratteristica principale di questo nuovo modello era proprio il motore che venne portato a 495cc oltre ad avere un carburatore WEBER26IMB2 e un albero a camme in acciaio di diversa fasatura.

Ad aumentare la sua potenza fino a 21CV erano anche valvole e molle maggiorate, condotti lucidati e maggior compressione. Come si può notare la carrozzeria esterna era bicolore (bianca con una banda rossa).

Contemporaneamente alla versione trasformabile che costava già 495.00lire venne proposta una versione con il tetto completamente chiuso e metallico che per la sua rarità costava ben 560.000lire. Purtroppo la notorietà della 500 SPORT non durò a lungo in quanto poco dopo venne introdotto il nuovo modello chiamato D che con sé diede vita anche ai modelli sportivi che ancora oggi conosciamo bene, ovvero Abarth e Giannini.

 

Carlo Abarth fondò nel 1949 la propria azienda dopo aver lavorato con molti nomi famosi quali PORSCHE, HURSKA, NUVOLARI e DUSIO. Iniziato come preparatore delle proprie auto da corsa si ritrovò prima a sviluppare tubi di scarico e poi a diversificarsi nel mercato in quattro settori diversi : modifiche di auto di produzione FIAT e SIMCA, tubi di scarico e altri accessori, automobili su commissione, e disegno e produzione di auto sportive. Le modifiche di auto iniziarono nel 1950 quando Abarth mise in vendita la sua versione della FIAT600 alla quale poi seguì un Abarth su FIAT 850 e poi 1000. Nel 1971 Abarth venne rilevato da FIAT per il quale continuò a sviluppare varianti sportive della FIAT e LANCIA. Una delle prime fu la A112 Abarth che ottenne talmente tanto successo dare il nome successivamente alle 124 e 131 Rally. Il simbolo Abarth applicato sulle auto da strada denotava la versione a rendimento elevato delle auto normali; l'ultimo modello fu RITMO 130TC. Negli anni '90 e nel nuovo millennio il marchio Abarth continua a produrre optionals e parti sportive per Fiat ed ovviamente per le nostre mitiche 500.

... e la storia continua...

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